5/28/2014

Contro il Buio / SILOS Venezia - 03.06.2014





Dice Laozi che “invece che maledire il buio è meglio accendere una candela”. 
Il 3 Giugno 2014 SILOS accenderà una candela. La sua candela. 
La sfida contro il buio raccolta da Giorgio Celiberti, Paolo Dolzan, Sarah Revoltella, Haim Ben Shitrit e Clara Weiss, si può raccontare con queste poche parole. Dal buio possiamo e dobbiamo uscire, senza lasciarci atterrire e pietrificare dalle tenebre. Anzi, utilizzandole a nostro favore. 
Immanuel Kant sostiene che “nell'oscurità l'immaginazione lavora più attivamente che in piena luce”: nelle parole di due filosofi così distanti nel tempo e nello spazio troviamo riassunto e ben spiegato il racconto di SILOS, della sua nascita, del perché sua serata inaugurale si svolga sotto il nome di “Contro il Buio”. Dall'oscurità dell'oggi, che sembra farsi ogni giorno più intensa e soffocante Silos vuole uscire, combattendo con le sue armi, quelle dell'Arte e della compartecipazione… affilando nell'ombra le spade, come dice il Manzoni… Non è grande, SILOS, ma la sua candela la accende assieme agli artisti e curatori che partecipano il suo primo appuntamento e a quelli che seguiranno nei successivi. La luce di poche candele non basta a sconfiggere le tenebre, SILOS lo sa bene, ma quella poca può bastare a trovare e fabbricare altre candele, fiaccole, lampade, fanali…mille fiamme contro il buio, mille riflessi sulle acque della laguna. 


Lao Tzu quotes: “It is better to light one small candle than to curse the darkness.” 
On 3rd June 2014 SILOS will light up one candle. It’s own candle. 
The challenge “against the dark” will bring together Giorgio Celiberti, Paul Dolzan, Sarah Revoltella, Haim Ben Shitrit and Clara Weiss, and one might tell these in a few words. We can and must leave the darkness, without being terrified and petrified thereby. Indeed, applying it to our favour. 
Immanuel Kant argues that “thru darkness one’s imagination may act more actively than thru full light”. The thoughts of the two philosophers, even thru the huge distance of time and space, can be found well explained and summarized in the story of SILOS, at its birth, because of its site specific opening “Contro il buio". Out of today’s darkness, which seems to rise intensity and suffocation day by day, SILOS wants to escape, fighting with it’s weapons: the weapons of Art and of sharing ... sharpening their swords in the shadows, as Manzoni has told... It is not great, SILOS, but its candle lights along with the artists and curators participating in this first appointment, and those that will follow in the future. The Light of a few candles is not strong enough to defeat the darkness, SILOS knows quiet good, but this small gleam is enough to find and evoke more candles, torches, lamps, lights...a thousand flames against the dark, thousands of reflections on the water of the lagoon. 

 Umberto Zampini 2014




5/11/2014



424.800"
Opere dei detenuti della Casa Circondariale di Trento

PALAZZO TRENTINI
Via Giannantonio Manci, 27- Trento

Dal 23 Maggio al 20 Giugno 2014

Inaugurazione Venerdi 23 Maggio ore 18.00
Conferenza Stampa SALA AURORA ore 17.00
con presentazione del catalogo



Palazzo Trentini è una delle più prestigiose sedi per l’esposizione artistica della città di Trento. Ogni anno i migliori artisti trentini presentano al pubblico le loro opere, in un continuo susseguirsi di mostre d’arte pittorica, scultorea, fotografica. 

Ma Palazzo Trentini è prima di tutto la sede del Consiglio provinciale, massimo organismo della democrazia rappresentativa in Trentino, il luogo dunque dove i bisogni, le aspettative, le esigenze di tutte le cittadine e i cittadini devono trovare piena espressione, attraverso il ruolo e le funzioni dei rappresentanti eletti.

Ecco perché, ormai con regolarità, non sono solo affermati artisti ad esporre le loro opere nei locali di questo palazzo, ma anche studenti delle scuole trentine, organizzazioni di volontariato con i loro progetti di solidarietà, associazioni culturali impegnate nella trasmissione della memoria storica locale: uno dei progetti che ricordo con più emozione è quello che ha visto coinvolto un gruppo di utenti di una casa di riabilitazione psichiatrica, i quali sono diventati per un mese i protagonisti di un’esposizione dall’altissimo valore non solo artistico, ma sociale ed educativo. 

In questa logica, anche quest’anno Palazzo Trentini si apre e dà voce ad una parte della nostra comunità molto spesso nascosta ed ignorata: grazie all’impegno 
civile e artistico di Paolo Dolzan, saranno infatti i detenuti della Casa Circondariale di Trento ad esporre le loro opere, frutto di un laboratorio artistico che li ha visti impegnati per diversi mesi. Un esempio concreto e non retorico di come davvero l’espressione creativa possa diventare un fortissimo fattore di recupero sociale e di libertà, e di come tra il “dentro” e il “fuori”, tra il luogo della detenzione e gli spazi della comunità, si debbano costruire ponti di civiltà e di comprensione.


Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

 Immagine dell'esposizione, Palazzo Trentini, 2014
                                                       Da sinistra: Paolo Dolzan, Bruno Dorigatti, Tommaso Amadei


LINKS:
http://www.consiglio.provincia.tn.it/news/giornale-online/articoli/Pages/201405231813.aspx?zid=
http://www.comune.trento.it/Aree-tematiche/Turismo/Calendario-eventi/424.800-secondi
http://trentoart.blogspot.it/2014/05/424800.html
http://sergioberardini.blog.kataweb.it/2014/05/12/ingens-sylva/
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/trento-a-palazzo-trentini-inaugurata-mostra-q424800q-con-lavori-creativi-dei-detenuti
http://lavocedeltrentino.it/index.php/cronaca/news-dal-trentino-2/13507-a-palazzo-trentini-la-mostra-dei-detenuti
http://rss.dolomitics.com/flat.html


5/04/2014

VERA MERCER - Galleria ARGO - Trento






Galleria argo 
Trento,  II Androna, 3 – 38122

Vera Mercer
Fotografie

Mostra a cura di Fulvio de Pellegrin
silenzi di luce“

Dal 10 al 31 maggio 2014



Inaugurazione sabato 10 maggio 2014 in presenza dell artista


Vera Mercer, Berlino 1936, figlia di Franz Mertz noto e stimato coreografo teatrale tedesco che lavorò in Germania negli anni precedenti allo scempio portato dal nazionalsocialismo.
Diplomatasi in danza classica seguì per qualche anno a condividere accanto al padre la creatività del mondo teatrale sposandosi in seguito con l'allora assistente di regia, (come lei stessa desidera ricordare nelle sua biografia) ...un giovane rumeno-svizzero dal nome Daniel Spoerri.

Era la fine degli anni cinquanta, Daniel Spoerri e l'amico Emmet Williams con passione si occupavano della creazione e pubblicazione letteraria di Poesia concreta „Material “.
Quindi scelsero di trasferirsi a Parigi stringendo una forte e duratura amicizia con molti artisti partecipi al movimento ispirato dal pensiero e manifesto del critico-filosofo d´arte Pierre Restany e nominato da lui stesso come Nuovo Realismo.
Ricordiamo tra questi artisti i nomi di Jean Tinguely, Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Eva Aeppli, Cèsar, Christo, Mimmo Rotella, Jacques Villeglé e lo stesso Daniel Spoerri.
Da questo momento l'attivitá di Vera Mercer legata al ritratto fotografico si intensifica notevolmente iniziando la collaborazione con redazioni scandinave e con la rivista Theater Heute che la portano a realizzare importanti servizi fotografici dedicati a scrittori come Samuel Beckett, Norman Mailer, Eugène Ionesco, il regista Satyajit Ray e artisti visuali come Andy Warhol, Marcel Duchamp, Salvador Dali e molti ancora.
Nel 1984 ha pubblicato un libro con fotografie delle opere di Eva Aeppli, prima e dopo la presentazione alla Biennale di Venezia del 1978, realizzando anche un video documentario sulla collezione di opere conservate a Omaha-Nebraska, lo stesso video é stato successivamente presentato durante la grande mostra retrospettiva dedicata a Eva Aeppli dal Museo Jean Tinguely di Basilea nel 2006.

Come ha scritto lo stesso Daniel Spoerri nella presentazione del catalogo della mostra di Vera Mercer organizzata a Hadersdorf am Kamp in Austria nel settembre 2011, dei ricordi a Parigi condivisi con alcuni artisti del Nuovo Realismo negli anni sessanta:

queste tue immagini, barocche Nature Morte, sono forse i semi di allora che ora sono rinati.
Certamente non possiamo dire che si tratti di un fiorire o crescere, sono vere Nature Morte con lo sfiorire ed il passare del tempo ma presenti in rare visioni di splendore e ricchezza, le quali confermano la verità che ogni morire è un passaggio, una mutazione ed un nuovo inizio.
È forse anche veramente il fascino di quelle esperienze, quando con la tua Fotocamera Yashica, cinquanta anni fa, seguivi i ritmi, la vita nel ventre di Parigi, ai magazzini Les Halles.
Queste montagne di teste di manzi, di maiali, frattaglie di mercato, i quali circondavano, te, Jean Tinguely e me durante le nostre visite notturne a Les Halles e tutto questo con la fotografia in Bianco e Nero, le immagini a colori allora erano poche e molto costose.
Come detto forse i semi da questa indescrivibile pienezza di alimenti, che notte dopo notte nel centro di Parigi erano montagne accatastate di carni, frutti e verdure....“

Desidero anche ricordare la pubblicazione del 2010 „Still Leben“, una monografia di fotografie, Edizioni Kehrer in Germania e proprio in questo mese di maggio 2014 uscirà a Berlino un libro che raccoglie gran parte dei ritratti fotografici eseguiti da Vera Mercer ad artisti dagli anni cinquanta fino a d oggi, il libro sarà disponibile da giugno presso la Galleria argo di Trento. 

(estratto dal testo di prefazione alla mostra, a cura di Fulvio de Pellegrin)