12/23/2012

FULVIO DE PELLEGRIN / PAOLO DOLZAN

Opere recenti

Galleria Argo
II Androna - Trento
www.argo-centra.com

Inaugurazione: Sabato 22 Dicembre ore 18.00
22.12. 2012 - 10.01.2013






11/25/2012

Il quadro più grande - fine dei lavori / novembre 2012

 
Opera eseguita per la decorazione del soffitto della Trattoria per artisti di  Piedicastello (TN), di Adriano Parteli.
Dimensioni complessive di cm720x1150 in 21 pannelli di compensato (cadauno cm240x180), acrilico e tempera su tavola. Iniziato nel mese di maggio e ultimato nel mese di novembre del 2012.
 
 



10/31/2012

La crisi della Poesia Visiva

LA SCRITTURA VISUALE  IN ITALIA DOPO IL 1973

seconda parte di una manifestazione denominata 
CENT’ANNI DI SCRITTURA VISUALE IN ITALIA 1912-2012

Inaugurazione Sabato 20 Ottobre 2012

A cura di : Adriano Accattino, Lorena, Giuranna, Paolo Dolzan (per la sezione della mostra   dedicata alle opere del Maestro calligrafo cinese YU JIHAN)

In mostra opere di:
Adriano Accattino, Paolo Albani, Ignazio Apolloni, Fernando Andolcetti, Davide Argnani, Vittore Baroni, Dino Bedino, Giuliana Bellini, Carla Bertola, Lorenzo Boggi, Sergio Borrini, Anna Boschi, Antonino  Bove, Paolo Brunati Urani, Ferruccio Cajani, Enzo Campese, Gianfranco Carrozzini, Gino Cilio, Cosimo Cimino, Massimo Concu, Bruno Conte, Mauro Dal Fior, Teo De Palma, Lino Di Lallo, Marcello Diotallevi, Liliana Ebalginelli, Tony Ellero, Mariapia Fanna Roncoroni, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Luc Fierens, Franco Focardi, Kiki Franceschi, Nicola Frangione, Gino Gini, Michele Lambo,  Alessio Larocchi, Ettore Le Donne, Alfonso Lentini, Serse Luigetti, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Lucia Marcucci, Alberto Mari, Enzo Miglietta, Emilio Morandi, Giorgio Moio, Serena Olivari, Giuseppe Pellegrino, Walter Pennacchi, Michele Perfetti, Gloria Persiani, Marisa Pezzoli,  Lidia Pizzo, Claudio Rotta Loria, Gian Paolo Roffi, Salvatore Salamone, Alba Savoi, Roberto Scala, Alberto Sordi, Serheyev Serhy, Agostino Tulumello, Angelo Ursone, Alberto Vitacchio, Piero Viti, William Xerra.
 
Per contestualizzare il tema dell’uso della scrittura oggi, accanto alla mostra, nei giorni stessi dell’inaugurazione, si  organizza un convegno, che vuole essere anche un momento di discussione e confronto con il pubblico dal titolo: LA CRISI DELLA POESIA VISIVA.







 
 

Amaci 2012

GIORNATA DEL CONTEMPORANEO AMACI 2012

Spazio EventArt / Foyer Teatro - Pergine Valsugana
Inaugurazione: Sabato 6 Ottobre 2012
http://www.spazioeventart.com/diario/diario1.html




INNESTI


Festival della cultura russa INNESTI
Settembre 2012 - Pergine Valsugana

PITTURA, MUSICA,TEATRO.

A cura di Denis Fontanari

Scarica il programma:
http://www.ariateatro.it/userfiles/file/piegINNESTI12_ok.pdf

Iniziativa a cura di: AriaTeatro, Associazione CasadiTutti, Arci Pergine

Workshop a cura di Paolo Dolzan e Andrea Bolner tra pittura e musica, ripartito sulle due sedi di
Pergine (Parco dei 3 Castagni / arti visive) e Stenico (Atelier Dolzan / musicisti).

Artisti partecipanti (dall'Accademia di Belle Arti di Venezia):
Luisa Badino, Giovanna Bonenti, Giorgia Busato, Veronica di Giovanelli, Silvia Iesse, Alberto Luparelli, Francesco Maluta, Nicolas Magnant, Federica Montesanto, Stefano Moras, Aran Ndimurwanko, Elisa Santin, Lisa Stefani.





Musicisti partecipanti:
HUGO TROVA, FABIO BAMBINI, ULRICH SANDNER, MICHELE BAZZANELLA, ELISA AMISTADI, JOHN PUABHU, MATTIA CAPPELLETTI, MIRIAM ZARBO (danza)

7/21/2012

Performance: L'urlo dell'arte / Spazio EventArt Pergine (TN)













14 Luglio 2012
SERATA DELLA RIVOLUZIONE

Spazio EventArt - Pergine Valsugana (TN)
Dalle ore 21.00

Performance "L'urlo dell'arte"
Sergio Decarli, Paolo Dolzan, Paul Sark, Miriam Zarbo.

6/28/2012

WPN 114 + Full time


Data: Mercoledì 27 giugno 2012
Dove: Spazio Event Art, via Petrarca 36, Pergine Valsugana (Tn)
Orario: ore 21.00

Evento multimediale WPN 114 con performance di Sergio Decarli & Duo Lumen.
L'iniziativa è realizzata in collaborazione con l'etichetta Parafonica Netlabel e i Parafonisti del Baldo.
A cornice dell'evento sarà inaugurata la mostra "Full Time" con Sergio Decarli, Paolo Dolzan, Mirko Demattè, Ivo Fruet.

6/02/2012

Il quadro più grande (2) / Inizio lavori, 30 maggio 2012



















(foto: Simona Cesari, Tommaso Decarli )

5/09/2012


contemporaryarte PANCALDI
Via Antonio Serra 78
00191 ROMA
T/F 063336798
pancaldiarte@hotmail.com

“NORMA JEANE BAKER detta MARILYN MONROE”
Vernissage  Mercoledì 23 Maggio

Una rassegna d’arte contemporanea in omaggio a Norma Jane Baker Mortenson, in arte Marilyn Monroe, per i cinquanta anni dalla scomparsa avvenuta prematuramente nella sua casa a Brentwood, Los Angeles (CA) (1.06.1926 / 5.08.1962)

Orari di apertura
Me – Ve 15,30/19,30
Sa – Ma per appuntamento

Ingresso libero


A cura di Paolo Pancaldi

Artisti

AUBERTIN Bernard, BREVI Dario, CASCELLA Tommaso, CHIARI Giuseppe, COLAGROSSI Angelo, de CHIRICO Jakob, DOLZAN Paolo, DONZELLI Bruno, ECHAURREN Pablo, FAPPANI Matthieu. GRITTINI Giuliano, HECTOR & HECTOR, KOSTABI Paul, KRM (chérif & geza), JEZEK Mojmir, LODOLA Marco, LUCCIOLI Massimo, MAGNI Mauro, MALIPIERO (Piero Maffessoli), MANERA Enrico, MENEGHETTI Renato, MURGIA Antonio, MURGIA Maria, NESPOLO Ugo, ORTIZ Angel (LA II), PERRONE Pietro, REGGIANI Pino, REYNOZA Jessika, RONDA Omar, ROTELLA Mimmo, SANSAVINI Massimo, SKIM, TROTTA Fabrizio, TURINI Sergio, UBERTI Serge.
 

5/01/2012

Cari amici,

a questo link potete trovare il progetto attualmente in preparazione

IL GRANDE NERO - Dolzan/Jihan
Pala Expo Italia  Shanghai, 2012

http://www.joomag.com/magazine/GRANDE_NEROweb/0003678001335864189

4/15/2012

SANATORIUM: Ecco cosa accade quando l'arte riflette sul dolore e la malattia


"Oggi si crede, sbagliando, nel valore terapeutico dell'arte che, invece, acuisce il disagio nervoso e psichico dell'artista". "Rincorrendo il successo nella società di oggi l'artista sacrifica se stesso, si immola per compiacere gli altri e perde così il proprio ruolo". Sono alcune delle affermazioni provocatorie con cui Paolo Dolzan ha stimolato il dibattito intorno al tema arte-malattia che ha concluso questa sera la mostra Sanatorium a palazzo Trentini. La collettiva di pittura, scultura, fotografie e allestimenti vari di forte impatto visivo (stanze di ospedale con tanto di letti, flebo, radiografie reali e referti medici), opera di sei autori - Fulvio De Pellegrin, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti, Adriano Eccel, Paolo Facchinelli e Capitan Giduglia - è stata promossa con il patrocinio della presidenza del Consiglio provinciale negli spazi espositivi di via Manci.

Evento in progress
"Una mostra in progress", l'ha definita Dolzan citando Picasso per il quale "un quadro appeso a un chiodo muore". Infatti il catalogo presentato anche da Tommaso Decarli, tra gli ideatori dell'evento, è stato realizzato nel corso dell'esposizione e ne riflette lo svolgimento. E lo stesso documentario di Luca Insinga proiettato durante l'incontro ha filmato le opere dei sei artisti nel contesto della mostra finita oggi. Gli autori hanno dialogato a lungo con il pubblico in sala dopo che Insinga e Eccel hanno spiegato il senso dei loro lavori.

Siamo alla diagnosi

"I temi della malattia, del dolore, della sofferenza umana, non sono facili da digerire - scrive il presidente del Consiglio Dorigatti aprendo il catalogo, che si può richiedere all'ingresso di palazzo Trentini - e lo sono ancor meno se, attraverso la rappresentazione del male che affligge l'uomo, ci troviamo a riflettere sul male che attanaglia l'arte e la cultura. Un male - conclude - che questi autori non si propongono presuntuosamente di curare, ma di riprodurre visivamente. Siamo alla diagnosi, per ora, in attesa di non una non facile terapia".

Antonio Girardi




4/12/2012

Conferenza SANATORIUM - Arte/Malattia























Una mostra non facile e che ha fatto discutere quella di Sanatorium, inaugurata a Palazzo Trentini di Trento il mese scorso e che il 14 aprile chiuderà i battenti. Il numeroso pubblico di visitatori, diviso tra detrattori e sostenitori dell’iniziativa, avrà l’ultima occasione di confronto con gli artisti ideatori del progetto, sabato prossimo dalle ore 17.00, presso la Sala Aurora di Palazzo Trentini.

Quest’ultimo atto vedrà la presentazione del catalogo che raccoglie le opere dei sei artisti (Fulvio de Pellegrin, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti, Adriano Eccel, Paolo Facchinelli, Capitan Giduglia), e che è stato realizzato in progress, con l’obiettivo di documentare le varie fasi di sviluppo dell’iniziativa. Ma il pomeriggio di sabato, nell’intenzione dei principali ideatori di Sanatorium, Paolo Dolzan e Tommaso Decarli, sarà l’atto finale di un progetto che ha considerato l’esposizione soprattutto come una fase propedeutica e subordinata alla costruzione di un momento di dibattito conclusivo, nell’incontro tra artisti e pubblico in sala, per approfondire il rapporto molteplice tra “arte e malattia”, alla luce dell’attualità.

Nella stessa giornata, un ulteriore contributo e stimolo alla discussione, sarà fornito dal giovane regista Luca Insinga, che presenterà in anteprima un documento video liberamente ispirato a Sanatorium.


Tutta la cittadinanza è invitata.

3/17/2012

MARILYN MONROE 1962-2012

PALAZZO ALBERTINI
Piazza Aurelio Saffi,50 - FORLI'

Dal 7 al 30 aprile una mostra celebra il mito di Marilyn



Un'opera serigrafica del 1967, ritratto di Marilyn Monroe, firmata da Andy Warhol, verrà esposta a palazzo Albertini a Forlì dal 7 al 30 aprile in occasione della mostra ‘Marilyn Monroe 1962 - 2012. L’arte e il mito’, curata da Silvia Arfelli per ‘La Maya Desnuda’ di Forlì in collaborazione con ‘Pancaldi Arte Contemporanea’ di Roma e in collegamento con collezionisti privati e alcune gallerie d’arte straniere.

"Una Marilyn di meno", cm200x145, acrilico su tela, 2012


Fonti:
http://www.ilrestodelcarlino.it/forli/spettacoli/2012/02/29/674749-marilyn-monroe-mostra-forli.shtml
http://www.lavocediromagna.com/vocediromagna/books/120306forli/
http://www.teleromagna.it/2012/04/romagna-eventi/dentro-la-notizia-marilyn-tra-arte-e-mito-a-forli/


                                           Paolo Pancaldi
                                          Jakob de Chirico



3/15/2012

Massimo Parolini / Sanatorium

estratto da: http://www.ladigetto.it/permalink/17389.html

«Sanatorium» a Palazzo Trentini
di Massimo Parolini



Inaugurata dal presidente Dorigatti la mostra che indaga il rapporto tra arte e malattia

«Quella che inauguriamo oggi è una mostra d’arte d’avanguardia: il tema è il dolore e le opere degli artisti indagano il rapporto complesso esistente tra arte e malattia, con un occhio critico sulla società d’oggi. I lavori esposti non suggeriscono terapie, pongono solo il problema. Gli strumenti adoperati sono interessanti: viene esposta un’arte che in gran parte non ha mercato poiché punta a far riflettere e a lanciare un messaggio forte alla politica per spingerla ad un intervento più incisivo di aiuto sociale.»

Sono parole del Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti intervenuto ieri pomeriggio all’inaugurazione della mostra «Sanatorium» nella sala espositiva di Palazzo Trentini.
Sono esposte opere, oggetti, lavori di sei artisti: Fulvio de Pellegrin, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti, Adriano Eccel, Paolo Facchinelli, Capitan Giduglia.
Il tema che funge da collante delle opere è, per l’appunto, il rapporto tra arte e malattia, arte e terapia. Paolo Dolzan ha esposto, in brevis, la poetica dell’evento, costretto in una camicia di forza in dotazione all’ex manicomio di Pergine e venendo interrotto ripetutamente da pozioni di semolino propinategli da un infermiere.

Il concetto che il paziente Dolzan voleva esporre era questa: finora si è considerata l’arte come un’azione di facchinaggio. L’artista è stato considerato un terapeuta che dona il placebo che pulisce la coscienza (del malessere) sociale, esorcizzandone i mali, gli incubi.

«In realtà l’arte ha aumentato il malessere (Munch non guarì né fece guarire, con la sua arte).»

Basti pensare ad artisti come Goya (malato di encefalopatia), Michelangelo (colpito da lunga depressione), Munch (angoscia), Van Gogh (allucinazioni e crisi epilettiche), Pollock (alcool e psicofarmaci), Louis Wain (il pittore inglese dei gatti, psicotico), Rothko (depressione), Camille Claudel (depressione con manie di persecuzione), solo per citarne alcuni (ma anche personaggi politici quali Robespierre, Napoleone Bonaparte e Winston Churchill furono affetti da malattia maniaco-depressiva, disturbo bipolare).

Come ci ricorda un diciassettenne Rimbaud, il poeta (e ci aggiungiamo l’artista) deve «rendere l'anima mostruosa: alla maniera dei comprachicos, insomma! Immagini un uomo che si pianti e si coltivi le verruche sul viso».

Ecco che nel volto-scultura che Dolzan ha inserito in mostra (come nei suoi precedenti lavori sulla famiglia, con lo scotch da pacco) mutilazioni e innesti vengono esibiti.

«Tutte le forme d'amore, di sofferenza, di follia; cerca egli stesso, esaurisce in sé stesso tutti i veleni, per conservarne soltanto le quintessenza. Ineffabile tortura nella quale ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale diventa fra tutti il gran malato, il gran criminale, il gran maledetto, e il sommo Sapiente!»

Altro che placebo riparatoria delle «brutture» sociali.

Ma forse anche questa (ormai) stereotipata visione psichiatrica (divenuta luogo comune) della contiguità tra genio e follia non piace ai «Sanatorium».

Forse la tesi più intrigante risulta quella di Artaud, espressa nel saggio polemico «Van Gogh il suicidato della società», in cui l’artista diventa un essere superiore perseguitato da una società tarata.

Come scrive Streiff Moretti (recensendo il libro su L'Indice) «L'artista geniale percepisce ondate massicce di odio, le stesse che Artaud sentiva già nel manicomio di Rodez. Colui che gli psichiatri chiamavano schizofrenico accusa ora il delirio collettivo di una società malata che non ammette e non tollera l'esistenza di un altro da sé.

«Non c'è posto, dice Artaud, per una personalità non scissa come quella di Van Gogh quando la mediocrità della massa fa appello agli psichiatri per gelosia verso il genio nel quale vede sempre un nemico: non appena un genio del calibro di Van Gogh (o di Artaud) riesce a trovare il posto del proprio io tra spirito, corpo e carne, accingendosi ad aggredire le contraddizioni di cui si nutre e si avvelena la società, quest'ultima si vendica facendo irruzione in lui per ucciderlo.

«La follia suicida è questo irrompere del mondo esterno che riesce a far scoppiare l'involucro dell'io sotto la pressione delle idee collettive.»

Malattia, morte, consunzione, medicalizzazione: i lavori di Sanatorium creano uno spazio in-sano inquietante, fatto di quadri votivi mariani, materassi rosa e falci sul letto, flebo-clisi di pomodori e barattoli (stuzzichini od organi?) in saldo a 1 €, lastre di crani e vesciche (ove una mente mal-sana paraeidolica potrebbe rinvenire il viso del Dux), camice di forza con lunghissime maniche (Nati con la camicia, Giduglia), omaggi ai rivoluzionari dell’arte novecentesca (il pappagallo di Duchamp è il vaso di urina dell’ospedale poggiato su un attaccapanni) e via di seguito (opere di Dolzan e Capitan Giduglia).
Dolzan non rinuncia tuttavia alla tela, che ne ha fatto negli ultimi anni uno degli artisti più apprezzati (tra i residenti) nel nostro territorio: spiccano due grandi opere.
L’uomo nero» (con Giduglia), un’ombra-corvo che stringe un uomo-vittima e la «Venere andata a male», la riproposizione anti-classica di uno stereotipo rovesciato (la bellezza come fine) in un nudo espressionista che rinvia all’art brut.
Homuncoli paracelsiani e micro maschere funebri (Giduglia) rimandano a memento mori e memento posthominum, mentre le foto rielaborate di Eccel rinviano a teste scultoree in apertura di meccanismi e a composizioni (quasi) dadaiste di ripetizione modulare.
Anche De Pellegrin usa foto ritoccate proponendo i suoi «Homines», scheletri clericali dalla cripta palermitana dei cappuccini o uno scheletro di uccello. La sua foto che personalmente ci è piaciuta di più è La palla malata, un pallone (di cuoio?) violaceo cucito e tagliato posto su tela candida ricamata, oggetto familiare eppure diverso (dal color del melograno cristologico), quindi un-heimlich, perturbante.
Incontriamo quindi i «Virus» del contatto e della contaminazione di Facchinelli (plexiglass con pigmenti) e le tele (dal colore vagamente sutherlandiano) espressioniste di Dorigatti che rimandano – nelle titolazioni – alla nascita e alla fisiognomica: nello spazio (para) sacrale dell’evento medicamentoso una croce dipinta con schizzi di magenta, ove i petali luterani son sostituiti dai guanti in lattice, è forse un (para e soft) eco di nitsch-iana memoria.

 
Curato da Tommaso Decarli e Paolo Dolzan, l’evento si concluderà il 14 aprile, in sala Aurora, con una conferenza sul rapporto arte-terapia e la presentazione del catalogo.




Ulteriori fonti:




http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2012/03/14/visualizza_new.html_132025584.html

http://247.libero.it/focus/14445759/5250/trentino-consiglio-dorigatti-inaugura-mostra-sanatorium/

http://www.lavocedelnordest.it/articoli/2012/03/15/5991/trentino-sudtirol-e-tirolo-uniti-in-europa

http://www.directrss.co.il/TextPage_EN.aspx?ID=8339825




3/13/2012

San Pietro, San Sebastiano, S Agata, S. Bartolomeo, S. Lorenzo , S. Lucia, S. Livino e S. Bonifacio

I MARTIRI


A cura di Sandra Bozzarelli
Espongono : Luciano Ragozzino / Piermario Dorigatti  / Paolo Dolzan


Sarà presentato il libro IL Grido con il testo di Nicola Dal Falco e tre xilografie , una per ogni artista.
La tiratura è di 40 copie.


INAUGURAZIONE Sabato 17 Marzo dalle 17.30

GALLERIA IL LEPRE
Via F. Frasi, 20 Piacenza
www.galleriaillepre.it




Dolzan "S. Livino", cm145x110 acrilico su tela, 2012

3/03/2012





SANATORIUM

A cura di Tommaso Decarli e Paolo Dolzan


PALAZZO TRENTINI

Via Giannantonio Manci, 27 - Trento




Dal 14 marzo al 14 aprile 2012
Inaugurazione: mercoledì 14 marzo ore 18.00
Presentazione del catalogo e conferenza stampa:
sabato 14 aprile  ore 16.00  (Palazzo Trentini - Sala Aurora)


Espongono:
Fulvio de Pellegrin, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti,
Adriano Eccel, Paolo Facchinelli, Capitan Giduglia

Presso la sede della Presidenza del Consiglio Provinciale, Palazzo Trentini, verrà inaugurata mercoledì 14 marzo, ad ore 18.00, la mostra Sanatorium, mostra collettiva di sei artisti, professionalmente attivi nei settori della pittura, dell’installazione, della scultura e della fotografia: Fulvio De Pellegrin, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti, Adriano Eccel, Paolo Facchinelli, Capitan Giduglia.


L’esposizione si propone di investigare poliedricamente, e dal punto di vista multidisciplinare, il rapporto tra arte e malattia. L’arte intesa storicamente come pratica terapeutica che consente all’artista di esorcizzare il male di vivere e di diagnosticare i mali della società; ma anche l’arte che diviene essa stessa “malattia” (e necessità fisiologica) che esaspera, anziché risolvere, le affezioni e le turbe, rivelandole nella pratica all’artista, come parti costitutive e identitarie. L’intento degli artisti è anche quello di sottolineare, in maniera provocatoria, i mali di cui soffre il sistema dell’arte contemporanea, fagocitato ormai da una logica sempre più mercificante e che ha preso, nell’ambito della sperimentazione, una via in cui i processi culturali, maturati nell’incontro delle differenti individualità, vengono sacrificati a vantaggio di un verticalismo dettato dalle logiche istituzionali.


La mostra, curata da Tommaso Decarli e Paolo Dolzan, si articolerà in un percorso nel quale le opere dei singoli autori saranno subordinate ai criteri di un allestimento ideato come installazione collettiva.


L’iniziativa avrà un suo epilogo sabato 14 aprile con la presentazione di un catalogo che, oltre ad offrire una serie di contributi scritti a commento dell’iniziativa, illustrerà i diversi momenti dell’allestimento delle opere all’interno degli spazi espositivi.


http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/articoli/art_documento_campi.it.asp?pagetype=camp&app=art&carica_var_session=1&suffix=_campi&type=testo&blank=Y&ar_id=210393&ZID=12324

INFO / Contatto:


associazionespazio27@yahoo.it

2/12/2012

Il quadro più grande (1)

12 Gennaio 2012: Imprimitura.
Inizio dei lavori dell'opera (composta da 24 pannelli in compensato cadauno di cm 250x180)

1/29/2012

Cos'è l'arte.

L’interazione tra gli elementi più vari (siano essi animati o inanimati) , traccia continue e dinamiche comunicazioni. Il collegamento tra due o più entità rende possibile il passaggio e lo scambio di informazioni tra il soggetto emittente e quello ricevente, attivando potenzialmente due tipologie di comunicazione:
la comunicazione univoca, quando il soggetto emittente non riceve una sollecitazione di ritorno rispetto agli impulsi inviati.
La comunicazione biunivoca, quando il soggetto emittente riceve una risposta dal soggetto ricevente, completando e/o riattivando il circuito comunicativo.

Il ripetersi di questi cicli/percorsi di comunicazione affine può portare ad una successiva fase di sviluppo e creare un linguaggio, cioè, un particolare codice che è il frutto della sedimentazione e della costante riorganizzazione delle molteplici esperienze comunicative.
Nella dimensione infinita del “collegamento” e subordinata alla sfera della comunicazione, possiamo considerare l’arte “una pratica creativa che dispone di un linguaggio specifico ed in costante evoluzione.”
Partendo da questa definizione è utile interrogarsi circa le finalità e i potenziali che sottendono alla pratica artistica, considerando innanzitutto le insidie insite nel tentativo di dare una definizione dell’arte che sia quanto più definitiva e circostanziata, che non tenga nella giusta considerazione le evoluzioni storiche e quelle tutt’ora in atto, così come pure le differenti concezioni dell’arte in relazione alle molteplici mappe culturali e geografiche.
E’ altrettanto importante comprendere che il termine “arte” sottende molteplici realtà anche tra loro contraddittorie, al punto che è possibile ascrivere questa parola tra quelle fabbricate artificialmente basandosi più sulla vacuità e sull’assenza dei significati, piuttosto che sulla loro concisa presenza. Per chiarire meglio questo concetto, possiamo ricorrere ad un esempio similare, rifacendoci al termine equivoco di “libertà”. Anche in questo caso, la fabbricazione di una parola - contenitore di significanti piuttosto che di significati - evidenzia la facile manipolazione della verità che annichila ogni percezione soggettiva a vantaggio di una pretesa e imposta oggettività.

Le parole “arte” e “libertà”, (spesso associate e talvolta perfino interpretate come sinonimi), palesano i limiti di una definizione univoca e immutabile ed evidenziano le innumerevoli strumentalizzazioni che lo studio della storia e del presente ci insegnano.

Questi termini, (invero, piccole costellazioni di significati nell’universo del linguaggio), fagocitati dalla società e dal sistema dei poteri forti, assurgono a valori assoluti, catalizzando il consenso di massa o tracciandone la direzione. Così, il tentativo di definire che cosa sia l’arte spingendo l’analisi oltre i confini generici della comunicazione per creare dei “valori assoluti”, deve essere interpretato come un atto di volontà teso a sacrificare le coscienze individuali nel ventre di un sistema collettivo e disumanizzante, fondato sulla falsa concezione di una “volontà collettiva” che è invece, il frutto della manipolazione occulta e dell'espressione di una minoranza.

Anche cambiando l'approccio nella ricerca dei significati che sostanziano la definizione di “arte”, scegliendo di verificare le origini etimologiche di questa parola, le cose non sembrano affatto più semplici né meno corrotte: essa deriva probabilmente dall'etimo in sanscrito Are ( con il corrispondente latino di Ars e quello greco di Τέχνη) che significa “ordinare” e nell'antichità, indicava la capacità umana di creare un manufatto avvalendosi della conoscenza delle regole.

L'apporto greco/romano nella formulazione del prototipo culturale del “classico”, che ha dato un'impronta decisiva ai successivi modelli di sviluppo nel campo delle arti in Occidente, può essere compreso se si pensa alle nove muse che proteggevano e diversificavano le diversi arti: danza (Tersicore), tragedia (Melpomene), commedia (Talia), mimica (Polimnia), epica (Calliope), amorosa (Erato), lirica (Euterpe), storia (Clio), astronomia (Urania).

In questo caso, il significato di “ordinare” viene reinterpretato allontanando questo concetto dal mestiere e dalla pratica per acquisire una nuova valenza più astratta; infatti, se dal principio esso riguardava il riordino delle esperienze creative atte alla costruzione di un lessico individuale che si traduceva nell'esecuzione di un'opera e questa, in definitiva, era specchio della qualità e della profondità delle esperienze anteriori individuali - senza possibilità di inganno- successivamente, la necessità di “ordinare” venne declinata alle prerogative strumentali di una società asservita alla funzione dell'utile sociale e da questa medesima, disciplinata.

L'arte fin dai tempi più remoti è stata dunque fagocitata dalla società individuando forzosamente in essa un fine, rifiutandone l'essenza anarchica, barricando l'unica strada autentica di un cammino interiore e spirituale di matrice solipsistica. Ciò nonostante, la vera via dell'arte è stata e rimane quella della scoperta e della costruzione del sé per mezzo della propria opera e, innanzitutto, del proprio fare: la via per la quale il mezzo ed il fine coincidono e l'azione creativa calata nel presente costituisce la priorità, declassando il futuro dell'opera compiuta a secrezione residuale.

Nell'elenco delle muse classiche protettrici delle arti, al lettore più attento non sarà sfuggita la mancanza delle arti figurative e sarà apparsa altrettanto inusuale la presenza della storia e dell'astronomia, riferibili ai nostri giorni piuttosto, alla categoria delle scienze. Personalmente, ritengo che questa classificazione sia perfettamente in linea con la tendenza del mondo classico di confinare la dimensione pulsionale, istintiva e dionisiaca a favore della razionalità. In questo contesto e sulla base del profondo solco tracciato dal pensiero filosofico di Platone, deve apparire del tutto conforme la scelta di privilegiare l'immaterialità e di consacrare all'arte quelle discipline astratte e prive di residuo materiale, affini alla dimensione superiore del “mondo delle idee”, piuttosto che a quello “delle cose”. E' forse solo una questione di distanza: l'arte che si produce nella creazione di oggetti piuttosto che di pensieri o azioni, permane e contraddice l'epifenomeno, non si presta a speculazioni create a posteriori poiché l'opera rappresenta la concrezione nel presente dell'azione residuata. E' testimone e parto dei fatti avvenuti. Attraversa nella contingenza le tre dimensioni temporali del passato, del presente e del futuro: la sua essenza è scomoda alle speculazioni così come il suo permanere nel mondo materiale. La presenza/oggetto dell'opera residuata abortisce ogni speculazione filosofica a venire ed ogni empirismo, eccetto che questa (come è avvenuto nel mondo classico) non appaia come la manifestazione perfettibile di un'idea senza fine.

Il concetto di arte a partire dal mondo classico è disegnato come prodotto artificiale costantemente proiettato nel futuro. In questo modo l'arte diviene il prodotto sociale della ragione che contraddice i fatti e la tanto celebrata “arte classica” in realtà, rappresenta la prima forma di tradimento dell'arte.

1/06/2012