12/07/2008

Una riflessione sulle Accademie (parte III)



1/3 ai maestri e 1/3 agli allievi:

Ripartiamo dalla "gratuità" che in poche parole implica i nani sulle spalle dei giganti. Il senza fatica della trovatina che si può tradurre socialmente a tutto campo, come quando guardiamo un ragazzotto al volante del suo Suv, cagato sangue nella fatica del papi, ma non sua... Eh, sì porco mondo, lavorare stanca! Lo diceva pure Pinocchio coi sacchi di calcina... Questo è accaduto anche nel mondo accademico, il lavoro sporco lo hanno fatto i nostri nonni. Il mondo dell'insegnamento conta di un esercito notevole di storpi, malandati (ma il danno è autoinflitto) dal qualunquismo e dalla pigrizia. il macchè 'cce frega, ma che 'cc'emporta dell'oste, del vino e pure dell'acqua. L'importante è non sudare, non smuovere le solide certezze artistiche cucite su misura. La differenza tra Duchamp e Cattelan, per esempio? E' quella del Suv...
Il branco di docenti ebeti dietro una cattedra insegnano ai giovani come comportarsi in società, come compilare un versamento per prenotare una pagina sulla rivista più in, la visibilità, il pompino con la bocca e col culo.
Questo è l'insegnamento dei mediocri arruolati a puntino per massacrare il dono più grande che da qualche dio impazzito è stato fatto all'umanità: CREARE. E qui ritornano in gioco le istituzioni, braccio del potere concertato che sorride quando il popolo è umiliato su un inginocchiatoio, perchè la falsa conoscenza mortifica più dell'ignoranza.
Che volete che vi dica al capitolo "allievi". Sono dei poveracci allattati del latte purulento di una malaeducazione e che dovrebbero sputare in faccia ai loro padri per trovare un crocicchio che li porti a sinistra o a destra, non importa dove, certo sulla strada della riabilitazione.

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