12/04/2008

La storiella del venerdì pesce




Mi sono tramutato in una grassa carpa, imbrattata di melma lacustre. E pensare che un tempo aspiravo ad essere un delfino, di tagliare il pelo dell'acqua scaldata dal sole e di vivere sfidando gli arpioni. Ad ogni bravo delfino tocca sempre in sorte d'aiutare qualche naufrago disperato, di caricarselo sulla groppa per trarlo in salvo. Ed ogni buon delfino è ripagato del suo stesso gesto per la sua buona azione, non certo per i pescetti limosinati in una vasca di dodici metri tra gli schiamazzi delle famigliole alla domenica! Sono nobili i delfini, intelligenti - dicono - quasi come gli uomini. Perciò, origliando tra i carrelli di un supermercato quando ancora ero d'aspetto umano, i propositi d'acquisto si congelavano davanti al banco del pesce, al suon della parola delfino.
-" E' tonno vero?" - Chiedevano le buone massaie raschiando conforto, come se i tonni potessero finire di buon grado fatti a tranci in mezzo al ghiaccio, o peggio, in scatola.
Invece adesso sono una carpa fangosa, pronta per finire nella pentola di un cuoco cecoslovacco, una specialità per palati robusti che non si turbano per un pò di merda sulla lingua.
Sono un uomo che leggendo Kafka s'è metamorfosato in una carpa..? Magari fosse stato un equivoco di natura o una passioncella letteraria!
-"E' colpa della vita..."- mi rimbrotta un grosso pescegatto (qualunquista) di passaggio.
Lo liquido con un occhiata.
Se sono diventato una carpa, invece penso, è perchè ho perso la voglia di comunicare sul pelo dell'onda, barattando il sole per un quartino di fango.
Fondo per fondo... e se diventassi un calamaro gigante?

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