12/24/2008

Babbo a Natale e Babbonatale




(Natale con le toppe)

Ennesimo natale di una famigliola sul lastrico. L'unico figlioletto sui sei anni, vestito di una vecchia tuta blu rammendata con toppe marroni sui ginocchi, è accovacciato sotto l'albero addobbato a noccioline e mandarini come ai vecchi tempi. Scaldato dall'abbraccio materno e sotto l'occhio assopito del padre, scarta l'unico modesto pacco infiocchettato alla ben 'e meglio. Il suo viso in sollucchero assume una tonalità violacea, allorché tra le mani contempla la delusione dei mille desideri covati in un anno e lì svaniti.
"Ma questo è il trenino che avevo perso..." piagnucola tra sé.
"E adesso lo hai ritrovato! " Lo rimbrotta tosto il padre.
" Volevo la Playstation! " Il piccolo cede alla delusione e parla tirando sù col naso.
" Se Babbo Natale non te l'ha portata significa che hai qualcosa da farti perdonare, birbone... Ti ci voleva il carbone, te lo dico io... troppo buono!" il papino rincara la dose.
Questa scena dolorosa è osservata alla distanza di due passi dalla madre, che non sa se trattenersi, apparendo tra penne e piume in veste di chioccia, oppure sparecchiare la tavola come diversivo alla rabbia covata nella solitudine di un compagno senza lavoro e ubriacone.
Il pupetto continua a frignare. Il padre sbraita, scolandosi il fondino della bottiglia di spumante da quattro soldi sulla tavola. La delusione del figlio si affastella nello sgabuzzino della sua coscienza sporca di uomo inetto. L'ultimo lavoro di una lunga lista se n'è andato per il suo indulgere in quel porco peccatuccio alcolico, la moglie si trascura sciabattando tra una telenovela e i fornelli e ha perduto la voglia di scopare alla selvaggia, come piaceva fare a lui... Bella vita davvero, porco mondo tondo!
" Se continui a piangere, Babbo Natale arriva e si porta via anche il trenino! Vattene a dormire ingrato! Lo avessi avuto io il tuo trenino, porca troia! "
Il pianto del moccioso moccoloso è un crescendo da Bolero di Ravél, interviene la madre pennuta, lo copre di baci molli che lo conducono uno scalino alla volta, sotto le coperte fredde di una stanza riscaldata a singhiozzo.
Il padre nella notte di natale è sprofondato di un metro nella sua poltrona a quadrettoni, bevendo birra e prendendosela con quella merda di televisione e di ricorrenza che se fosse un giorno normale a quest'ora ci sarebbero già gli spogliarelli. La moglie si corica attraversando il salotto e senza augurargli la buonanotte.
Fuori dalla finestra la notte ghiacciata splende di stelle, la neve in giardino è da spalare.
"Anche questo natale è passato, cazzo." Mogugna tra sé il babbo, stappandosi l'ennesima birra.
Il flop! del tappo e la birra che sale veloce sul collo della bottiglia, la stessa scena si consuma sotto gli sguardi sconcertati degli elfi e della integerrima buona renna Rudolph, restìa a rendere la cotenna. Babbo Natale stravaccato nella sua sedia a dondolo, al tepore di una buona fiammata di legna messa a stagionare, davanti alla tivvù, aspetta gli spogliarelli. La sua mano sfrega insistentemente la patta dei suoi calzoni lanosi. Il buon brontolone si abbandona a desideri lascivi, cullato dalle filastrocche di bambine non proprio in erba, cantate tra le tempie imbiancate. Quand'ecco che l'antennone installato di recente fa le bizze e gli appare l'immagine lacrimevole d'un marmocchio scrivente:
" Caro Babbo Natale, il trenino ce l'avevo già...blablabla..."
Interdetto e interrotto, al benemerito barbuto gli và in mosto il sangue:
" Porcaccia maledetta! Elfo di merda, ce lo siamo dimenticati il poveraccio... è colpa tua! Si ha da aggiustare questa cosa... sella la renna!"
Babbo e la sua squadra partono in quel della casupola dell'inconsolabile bimbino.
Atterrata la combriccola sul tetto, assistiamo alla scena di un culone vellutato rosso che a fatica passa dallo stretto comignolo e casca infine, con un tonfo sordo tra piatti e pentole della cucina del nostro capofamiglia, ormai assopito e immerso in sogni erotici, di enormi tette coronati da succosi capezzoli all'aroma di luppolo. Il trambusto desta il fallito di soprassalto e la scena che da qui si svolge consumatela, ve ne prego, assaporandola ben bene, quasi fosse al rallentatore:

babbo Vs Babbo - Mortal Kombat - final round


Il babbo si avvicina tra urla e insulti che intimidiscono lo sprovveduto Babbo che nel soffio di un minuto, si ritrova pancia all'aria e una caviglia slogata, ad annaspare sul pavimento. Il babbo fuori di sé brandisce un batticarne. I colpi violenti fendono l'aria, coperti dagli improperi disarticolati, blasfemi e immondi, di una rabbia troppo a lungo repressa. I denti scricchiolano sotto le botte spianate e decise, salta il setto nasale, un occhio quasi esce dall'orbita, la barba candida s'intride di sangue, la buona ciccia rimpinzata di doni amorevoli è frollata dalle pestate violente e quasi pronta per il ragù. Lo sfintere si allenta liberando il contenuto degli intestini. Merda e sangue colano come decorazioni dai muri allargandosi sul pavimento. E' finita, ce lo siam tolto dai coglioni una volta per tutte, il prosciuga tredicesime, l'assembra parenti, il tacchino bruciato, il segna posto numerato e le candele, le tiritere e le favole... che se credi alle favole a questo mondo, sei fottuto.

1 commento:

Anonimo ha detto...

CHE ANSIA