10/15/2008

Avanti e indietro


Mario Deluigi e Gino Severini

Tracce di corrispondenza epistolare (1942)
Severini scrive a Deluigi

Collalbo, 7/3/1942

(...) Questi collezionisti credono di essere dei domatori di belve e sono degli allevatori di conigli. Con queste due mostre che sono state fatte, Valdameri ci avrà guadagnato un consenso ufficiale al quale forse teneva, ma gli artisti non ci hanno guadagnato di certo. I paesaggini di Carrà, fra la scuola di Barbizon e serafino da Tivoli, lasciano il tempo che trovano, ed anche le sue metafisicherie; Morandi passa da un paesaggio alla Cezanne ad una natura morta alla Vallotton (il pittore svizzero che volle ignorare Cezanne); fra i due estremi i fiori secchi, le bottiglie imbalsamate e un timido cubismo provinciale; quanto a De Chirico, eccettuati pochi quadri di altri tempi, unicamente interessanti per il soggetto, si conferma sulla linea di un dilettantismo ecclettico e letterario che con la pittura non ha niente a che fare. Nella seconda mostra Marussig dovrebbe essere la belva più feroce, è inutile parlarne. (...)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)